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Napoleone, entrato a Venezia, ha distrutto una cinquantina di chiese, ha fuso l’oro del tesoro di San Marco, ha bruciato il Bucintoro, ha distrutto la chiesa sansoviniana di San Gimignano e al suo posto ci ha costruito la sua residenza, dalla quale voleva far capire ai veneziani che lui valeva più di tutto quello che c’era in Piazza San Marco. Napoleone ha voluto umiliare Venezia, i veneziani e tutto quello che Venezia era stata nella storia.

Napoleone era fatto così…

Altri stati d’Europa subirono più o meno lo stesso trattamento…

Le grandi potenze europee: l’Inghilterra, la Prussia, l’Austria, la Russia, ecc, erano abituate a farsi la guerra tra loro; ma a un certo punto… finalmente, ad un certo punto, capirono che solo alleandosi avrebbero evitato di fare la fine di Venezia. Diedero vita a diverse coalizioni per fermare quel criminale… e alla fine ci riuscirono.

L’unione fa la forza, il concetto è semplice, esprime una verità elementare e incontestabile, ma risulta di difficilissima applicazione; in genere viene applicato solo per disperazione, come ultima chance…

In Veneto abbiamo un problema, che si sta aggravando di giorno in giorno…in sintesi (so che sto semplificando moltissimo) il problema si chiama Italia.

In Veneto siamo alla disperazione? Penso di si, inutile dire cosa stiamo vivendo, lo sappiamo tutti…

Qual è la soluzione? diverse persone, movimenti, ecc – tra le quali ci metto anche Veneto Stato – propongono la loro idea, e ne sono gelosi; ognuno persegue il proprio obiettivo a testa bassa, incurante di quello che fanno gli altri.

In questo modo, nessuno, sia chiaro, risolverà il problema, nessuno!

Se vogliamo salvarci, dobbiamo fare come hanno fatto le potenze europee… prima che il nostro “Napoleone” finisca il proprio lavoro.

Se vogliamo salvare “Venezia” ci dobbiamo unire, è semplice da capire… difficile da fare.

Però la posta in gioco è il nostro futuro, o meglio, il futuro dei nostri figli. La posta in gioco è Venezia. La posta in gioco siamo noi. Prima di finire bruciati come il Bucintoro e bene che ci diamo una mossa…

La profondità della crisi ha anche un aspetto positivo: molte persone si stanno rendendo conto che il sistema Italia, essendo il problema, non può essere la soluzione… quindi, hanno capito che nessun partito che agisce a Roma può risolvere il problema del Veneto.

Stiamo capendo che se un partito non ha la propria guida in Veneto, non può essere la soluzione del problema. Stiamo capendo che tutti quelli che si mettono a disposizione della causa sono utili alla causa, indipendentemente da quello che hanno fatto fino a ieri. Gesù ha accolto a braccia aperte il nemico centurione, che lo aveva combattuto fino al giorno prima… e ha trovato San Paolo…

Tutte queste persone, tutti questi movimenti però non sono sufficientemente forti per sconfiggere “Napoleone”, non lo saranno mai.

Dividi et impera, altra sacrosanta verità.

Confesso che nel mio piccolo, anch’io ho delle responsabilità. Avrei potuto essere più collaborativo, magari quando ho criticato, spiegare meglio i motivi della critica, far capire che volevo essere costruttivo. Mi sento di chiedere scusa per gli errori. Vorrei guardare avanti, è troppo tardi? Non penso, non è mai troppo tardi.

Comunque, voglio contribuire a sconfiggere “Napoleone”, e so che si può fare.

So che lo possiamo fare solo se saremo uniti. Potremo unirci solo a condizione che l’interesse di “Venezia” faccia premio sugli interessi di parte. In effetti, si tratta ancora una volta di una cosa semplice, se nessuno di noi coltiverà ambizioni personali, se ognuno di noi si metterà al servizio della causa comune, troveremo l’unità… e vinceremo, se così non sarà… semplicemente, falliremo.

Allora, per quanto mi riguarda, da oggi in poi, Veneto Stato dovrà sostenere le iniziative degli altri movimenti indipendentisti nello stesso modo nel quale sosterrà le proprie. Comunque, voglio stare con persone che la pensano in questo modo.

Questa deve essere la regola. Una regola da applicare con  dedizione e cura benedettina.

Noi non dobbiamo metterci nella condizione, un domani, quando nostro figlio farà le valigie per andarsene, di avere rimorsi in proposito.

Dobbiamo avere la consapevolezza che la soluzione è la collaborazione, dobbiamo metterci con convinzione a praticarla.

In proposito, comunque, vedo segnali positivi; complice il quadro politico attuale, ci sono diverse forze che potrebbero convergere verso questo obiettivo.

Al di là delle apparenze, mai come oggi si stanno  presentando le condizioni per creare la coalizione che combatterà a “Waterloo”, mai come oggi abbiamo la possibilità di mettere insieme l’esercito giusto, mai come oggi abbiamo l’obbligo di provarci…

Uniti si vince, divisi si perde!

Antonio Guadagnini

 

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