La strada che percorriamo in auto tra i Pirenei verso la cittadina di Prada e davvero molto suggestiva. A tratti paesini arroccati sulle alture e ruderi di fortezze fanno capolino in un mare verde di vegetazione rigogliosa frastagliata qua e là di rocce bruno-rossastre.20082013-IMG_9152_FB

Si riesce a tratti ad immaginare lo scalpitio degli zoccoli ed i brusii sommessi delle truppe francesi in armi che attraversano questi passi per portare soccorso agli insorti durante la sollevazione dei Catalani contro Filippo IV di Spagna.

A seguito di questo conflitto, con la firma del Trattato dei Pirenei (7 novembre del 1659), Filippo IV di Spagna cedette queste terre alla Francia, alla quale appartengono ininterrottamente da allora. La Francia diede al territorio il nome di provincia del Rossiglione, ma qualunque Catalano a nord o sud della frontiera  francese la chiama con un solo nome: Catalogna del Nord.

Durante il franchismo buona parte dei patrioti e degli intellettuali catalani rifugiarono in questo antico borgo nella Catalogna del Nord. Un piccolo villaggio alle pendici dei Pirenei, Prada (Prades per i francesi) divenne un centro di resistenza e continuità culturale della Nazione Catalana. Qui nacque durante il franchismo l’UCE, ovvero l’Universidad Catalana D’Estiu, che vede oggi il suo quarantacinquesimo anno di attività.

Siamo stati invitati ad andarci a parlare della causa veneta. L’emozione è tanta e sentiamo la responsabilità sulle nostre spalle di rappresentare non solo il nostro giovane movimento politico, ma soprattutto tutti, proprio tutti, i Veneti che oggi potranno finalmente far sentire al mondo il loro grido di libertà, dagli scranni di quella stessa Università che è probabilmente il più autorevole simbolo di resistenza identitaria di tutta Europa.

L’atmosfera durante le storiche conferenze di Agosto a Prada è davvero difficile da immaginare per chi vive l’acerbo indipendentismo in Veneto. Qui incontriamo anche molti politici catalani e qualche europarlamentare, ma non sono loro a “condurre il gioco” a Prada… Qui, chi la fa da padrone, è senza alcun dubbio la Società catalana. La Società quella vera, fatta di persone, di associazioni, di movimenti d’ogni tipo, di circa duemila tra studenti e professori da ogni angolo della Catalogna, delle Baleari, della Comunidad Valenciana, ospiti internazionali, scrittori, intellettuali, artisti, imprenditori e addirittura dirigenti di multinazionali…  Sentiamo dentro di noi la certezza che la Catalogna è già indipendente, perché è già indipendente la sua gente prima della sua terra, è già indipendente nel cuore e negli occhi delle migliaia di persone che incontriamo in questi tre giorni. Tutti lamentano i giochini della politica, il rimandare, il temporeggiare di Mas e dei partiti… ma nessuno, nessuno, dubita che la Catalogna sarà presto un NUOVO STATO D’EUROPA.

Nessuno qui conosce la causa indipendentista veneta, tutti credono che nel nord d’Italia esista solo un grande movimento razzista di estrema destra (così lo definiscono le persone e la stampa catalana..), capeggiato da dei fanatici, e che rivendica una maggiore autonomia per ragioni meramente ed unicamente economiche.

Tutti qui però conoscono la storia della Serenissima, nessuno si stupisce come in Veneto quando gli parliamo della nostra storia millenaria, la conoscono benissimo!

Il Rettore ci accoglie così: “Eccoli! Sono arrivati gli amici dalla Serenissima!”: sento una grande emozione e devo trattenere a stento le lacrime. Ma è ancora più difficile trattenere l’emozione e gli occhi mi si bagnano definitivamente quando, durante la conferenza in una sala gremita di studenti e docenti universitari, il Rettore definisce la Serenissima, tra gli applausi generali,  “l’anima stessa dell’Europa e la progenitrice delle moderne democrazie europee”.19082013-IMG_9131_FB

Oggi sono ancora più convinto che la nostra è una battaglia che vinceremo. Per vincere la nostra piccola battaglia però dobbiamo vincere una guerra più grande, combattendo fianco a fianco con le altre Nazioni d’Europa la grande guerra dell’applicazione del Diritto di Autodeterminazione. Insieme, come le sole e vere Nazioni  europee, uniti dalle stesse profonde radici culturali, ben più profonde degli Stati moderni fondati con il sangue, la prevaricazione, la menzogna e la propaganda, sostituiremo per sempre gli “Stati del sangue e del terrore” con le “Nazioni dell’Identità e dell’Autodeterminazione”.

Luca Polo

 

 

Riportiamo i link agli articoli usciti sui quotidiani Catalani:

http://www.naciodigital.cat/noticia/58122/padania/no/existeix 

 

http://www.naciodigital.cat/noticia/58122/padania/no/existeix

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